SOCCORRERE  RONDONI
... CURARE   ALIMENTARE   RIABILITARE  LIBERARE
(per accedere ai siti e ai profili facebook citati, cllikkare sulle immagini o copiare incollando sul browser le URL citate)​
Ai vari CRAS (Centro di soccorso e recupero di animali selvatici) ogni anno, stagionalmente, sono consegnati rondoni, spesso nidiacei caduti dal nido ma anche  adulti in genere vittime di traumi. L'attività di soccorso, cura e riabilitazione di questi uccelli così particolari è ovviamente meritoria e le strutture, il personale e i volontari che vi si dedicano non sono mai ringraziati abbastanza per tutto quello che fanno. Si tratta di oltre un centinaio di CRAS presenti in tutte le regioni e in quasi tutte le province, vedi l'indagine/tesi di laurea del 2005 della dr.ssa Alessia Mariacher, da lei poi stabilizzata e aggiornata   nel suo sito http://www.recuperoselvatici.it/principale.htm. Molti dei CRAS sono generalisti, alcuni specialistici per mammiferi o uccelli o anche di uccelli di ambienti specifici. E i rondoni sono una specificità particolare: strettamente insettivori, sono anche longevi e adattati ad una vita trascorsa perennemente in volo, giorno e notte, eccezion fatta per gli adulti nella stagione riproduttiva. Le ingenti quantità di insetti catturati giornalmente assicurano le proteine e l'energia di cui hanno necessità per crescere, dotarsi di potenti muscoli pettorali, riserve di grasso e un robusto impennamento adatto alla loro vita errabonda tra le nuvole europee (primavera estate) ed africane (estate, autunno e inverno). Le penne sono in ultima analisi la dotazione fondamentale di questi folletti alati, ed è facile capire che con penne di scarsa qualità e/o deboli il loro destino è segnato. Questa premessa vuole enfatizzare l'importanza di una appropriata, corretta attività di manipolazione/detenzione e di alimentazione. Purtroppo la gran maggioranza delle attività di soccorso, cura, riabilitazione e alimentazione  dei CRAS segue una <prassi di fiducia> e sono rare invece le adozioni di protocolli validati da studi e ricerche. Ne consegue che ad esempio per l'alimentazione si seguono indirizzi empirici che tengono conto di aspetti riduttivi (defecazione regolare in frequenza e consistenza , assenza di imbrattamento, regolare crescita di peso...) che hanno via via consigliato l'adozione di <ricette> anche a base di uovo, carne tritata, mangimi commerciali per uccelli insettivori ornamentali, pathé per cani/gatti, etc..., in effetti tutti facilmente ed economicamente reperibili nei pet shop. Nel 2010 ho personalmente scritto a tutti i CRAS che sui loro siti web consigliavano l'uso di pastoni, tuorlo d'uovo, carne, pathè per cani/gatti consigliando di documentarsi su alcuni siti web stranieri per diete appropriate e solo dopo queste mie iniziative in molte diete sono comparsi anche gli insetti, ma genere solo come integrazione al ricorso ai <soliti> cibi, con la motivazione della <economicità>. Si tratta infatti di un problema di costi, è vero. Le diete insettivore sono molto costose, sia che si allevino insetti-foraggio direttamente nel CRAS sia che li si comperi da fornitori e/o allevatori. Per avere un ordine di idee si può assumere che un rondone costi 1 € di insetti al giorno. 100 rondoni allevati per una media di 30 gg l'uno costano insomma 3000 €. Più la mano d'opera (5-6 imbeccate per pullo al giorno). Una dieta a pathé e macinato di carne costa meno di un decimo è vero ma quale è la differenza tra due diete così diverse nei costi e nei contenuti? Semplicemente i rondoni alimentati ANCHE con carne o altri prodotti non-insetto prima o poi subiranno mute drastiche e/o irregolari che gli impediranno di continuare a volare. Insomma un rondone alimentato ANCHE con carne o uovo o pathé è purtroppo un <rondone già morto>, anche se è cresciuto regolarmente di peso e <di corpo pulito>. Queste allarmanti ma utilissime conclusioni le dobbiamo soprattutto a Chritiane Hauptner, una veterinaria tedesca specializzata fin da studente in rondoni lungo-degenti, studiando gli effetti delle varie diete sulle mute. Dal 2008 si occupa di queste diete anche un gruppo di ricerca di Barcellona che  si è dedicato al medesimo argomento e vanta ben 2 riprese di soggetti allevati coi suoi metodi e rilasciati inanellati.
Per farla breve, se si vuole davvero fare il bene di un rondone affidato alle nostre cure è altamente consigliabile seguire i consigli divulgati (anche in italiano) dalla espertissima volontaria Hilde Mattes sulle pagine del sito di Ulrich Tigges 
​ ​http://www.commonswift.org/Hand_rearing_Swifts.html
che comunque condensa il possibile di quello che è il protocollo della Clinica dei Rondoni di Francoforte, una clinica privata dove da decenni si sperimentano diete e soluzioni per i rondoni soccorsi 
https://www.mauersegler.com/mistakes/?L=it della veterinaria Christiane Haupt https://www.facebook.com/christiane.haupt.501
​o c'è anche anche il sito  (trilingue) del ricercatore spagnolo Enric Fuste 
​http://www.falciotnegre.com/    
https://www.facebook.com/Falciot-Negre-Swift-Rehabilitation-1738855219673975/   
La veterinaria tedesca e il ricercatore  spagnolo hanno due protocolli similari dato che propugnano una dieta esclusivamente entomofaga ma con diversificazioni circa le percentuali assegnate alle varie specie di insetti e conseguentemente anche differenze negli integratori.  Tutte e due le <scuole> si basano su un approccio rigoroso. In Italia è attivo dal 2012 un CRAS specializzato in <rondoni e rondini> (vedi qui sotto) che segue il protocollo di Francoforte e non si tratta di una aderenza puramente di principio dato che la Clinica di Francoforte lo ha accreditato e ogni anno accoglie il veterinario e la direzione del CRAS per uno stage di aggiornamento su tutti gli aspetti delle sue linee guida circa alimentazione, cura, restauro penne, riabilitazione e metodi di rilascio.
Insomma, alimentare e riabilitare sono un affare serio basato su evidenze cliniche e riabilitative.  ​E' una prospettiva triste, ma se non si è in grado di assicurare un protocollo uguale a uno dei due suddetti, se non si hanno risorse economiche e personale sufficienti per sostenerlo, allora è preferibile che siano i rondoni siano soppressi. 


UNA BUONA NOTIZIA: il CRAS di Trieste
​In Italia dal 2012 c'è un CRAS che è accreditato dalla Clinica di Francoforte . E' quello della triestina Associazione Liberi di Volare web: ​​http://liberidivolare2012.com ​facebook:​ https://www.facebook.com/liberidivolare2012/ ​il cui veterinario e la responsabile si aggiornano regolarmente presso la Clinica tedesca della dr.ssa Christiane Haupt e quindi possono assicurare ai loro ospiti una dieta corretta, una assistenza veterinaria di prim'ordine, una adeguata attenzione alla cura del piumaggio ed anche una sala-palestra per la riabilitazione al volo. Quello di Trieste è l'unico CRAS italiano specializzato in rondoni e rondini e non si occupa di altro. Dalla sua fondazione in poi è in rapporti stretti con un numero crescente di altri CRAS e soccorritori italiani che sono assistiti nella applicazione del protocollo della Clinica di Francoforte-
Aggiornamento aprile 2019:  il CRAS di Trieste 
non si limita ad una mera applicazione di un protocollo di assoluta fiducia ma ne indaga gli aspetti più importanti, quelli relativi alla robustezza dell' impennamento. Infatti il dr. Med. Vet. Stefano Pesaro e il fisico collaboratore-sostenitore del Centro dr. Kevin Prince sono in prima linea nell'approfondimento diagnostico con tecniche d'avanguardia (Phase contrast imaging and histological evaluation;Soft X-rays XRF elemental mapping),  e riferiscono dei loro studi durante le Conferenze internazionali sui rondoni: in particolare il dr. S. Pesaro durante la 3th International Swift Conference, Cambridge 2014 (vedi programma e summaries: http://www.commonswift.org/international-projects.html ) e il dr. K.Prince durante la 5th Swift Conference,Tel Aviv 2018 (vedi programma e presentazioni: http://www.festivaldeirondoni.info/tel_aviv_11_marzo_2018.html ), contribuendo ad irrobustire i fondamenti della corretta alimentazione e riabilitazione dei rondoni.  
Del CRAS di Trieste e di alimentazione tratta ampiamente anche la graphic novel di Franco Sacchetti <Dove i rondoni vanno a dormire>   
Con vero piacere darò informazione di altri CRAS altrettanto corretti, se potrò disporre delle opportune evidenze.
Purtroppo da un rapido ripasso sui siti che già conosco continuo a leggere di cose assolutamente sbagliate. Mi spiace, meglio l'eutanasia che una dieta sbagliata mantenuta perché <economicamente sostenibile> ... 
Alimentare un pullo di rondone è complicato?
No ci vuole solo metodo. E prima di farvi prendere dal sacro fuoco del mixer per somministrare pappette semiliquide con una siringa è meglio che diate una occhiata  ad uno dei video didattici della  www.mauersegler.com, che ha anche un Canale su Youtube, con ad esempio 
https://www.youtube.com/watch?v=e2Y5BR-b_uw  o clikka sulla prima immagine di sx
NON DETERMINI ETA' E PESO?  Ahi ahi ahi!  hai un grosso problema ...
Un rondone entra in Clinica ...Yes,  un CRAS è una Clinica, DEVE essere una clinica perchè soccorrere è un atto umanitario ma basato su pratiche 
​clinico chirurgiche veterinarie. E un animale che entra in un CRAS è un <paziente> che DEVE essere identificato: specie, età, peso. Francamente,  è  triste che su questi tre aspetti non si sia rigorosi.  Un adulto e un pullo a termine di accrescimento differiscono in peso, dimensione e  stato delle penne.  Sui social ora è tutto un dirsi che un adulto ha le punte delle ali che superano di 2,5 cm le punte della coda. Ma è lo stato del margine delle remiganti che differenzia un adulto da un giovane arrivato a fine accrescimento, cioè oltre i 40 gg.  E quanto pesa un adulto? Quanto di più o di meno di un giovane di +40 gg? E un pullo che entra nel nostro programma di che età è e quanto pesa?  Quell'adulto e quel pullo quanti grammi al giorno/settimana stanno crescendo? Qui trovi  la sempre-verde tavola fotografica tratta da <Weitnauer 1947>, con alcune mie piccole traduzioni di didascalia, che ha il pregio, insuperato, di abituarti a valutare l'età di un pullo su 4 stadi intervallati di 10 giorni:; schiusa, 10°,20°,30° e 40°.  Stampatela (clikka etc...), sarà utiIe a te e ai tuoi collaboratori se la appenderai <lì bella comoda>. Il grande Emile la realizzò per la sua celebre monografia del 1947 con foto e dati di osservazioni e misure  che annotava dal 1931.  Ora sull'età dei pulli puoi essere impostato correttamente, ma alla età devi associare il peso e quindi devi avere una bilancina elettronica esatta al grammo perché per un esserino affermare 10 o 15 grammi può farti sbagliare del 50%,a suo esclusivo sfavore.  E sull' impennamento degli adulti, loro mute e pesi per ora non hai davvero scorciatoie:  Lack 1956, Weitnauer 1947, Weinauer 1980, Genton & Jacquat 2014