SOCCORRERE  RONDONI
... CURARE   ALIMENTARE   RIABILITARE  LIBERARE
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Ai vari CRAS (Centro di soccorso e recupero di animali selvatici) ogni anno, stagionalmente, sono consegnati rondoni, spesso nidiacei caduti dal nido ma anche  adulti in genere vittime di traumi. L'attività di soccorso, cura e riabilitazione di questi uccelli così particolari è ovviamente meritoria e le strutture, il personale e i volontari che vi si dedicano non sono mai ringraziati abbastanza per tutto quello che fanno. Si tratta di oltre un centinaio di CRAS presenti in tutte le regioni e in quasi tutte le province, vedi l'indagine/tesi di laurea del 2005 della dr.ssa Alessia Mariacher, da lei poi stabilizzata e aggiornata   nel suo sito http://www.recuperoselvatici.it/principale.htm. Molti dei CRAS sono generalisti, alcuni specialistici per mammiferi o uccelli o anche di uccelli di ambienti specifici. E i rondoni sono una specificità particolare: strettamente insettivori, sono anche longevi e adattati ad una vita trascorsa perennemente in volo, giorno e notte, eccezion fatta per gli adulti nella stagione riproduttiva. Le ingenti quantità di insetti catturati giornalmente assicurano le proteine e l'energia di cui hanno necessità per crescere, dotarsi di potenti muscoli pettorali, riserve di grasso e un robusto impennamento adatto alla loro vita errabonda tra le nuvole europee (primavera estate) ed africane (estate, autunno e inverno). Le penne sono in ultima analisi la dotazione fondamentale di questi folletti alati, ed è facile capire che con penne di scarsa qualità e/o deboli il loro destino è segnato. Questa premessa vuole enfatizzare l'importanza di una appropriata, corretta attività di manipolazione/detenzione e di alimentazione. Purtroppo la gran maggioranza delle attività di soccorso, cura, riabilitazione e alimentazione  dei CRAS segue una <prassi di fiducia> e sono rare invece le adozioni di protocolli validati da studi e ricerche. Ne consegue che ad esempio per l'alimentazione si seguono indirizzi empirici che tengono conto di aspetti riduttivi (defecazione regolare in frequenza e consistenza , assenza di imbrattamento, regolare crescita di peso...) che hanno via via consigliato l'adozione di <ricette> anche a base di uovo, carne tritata, mangimi commerciali per uccelli insettivori ornamentali, pathé per cani/gatti, etc..., in effetti tutti facilmente ed economicamente reperibili nei pet shop. Nel 2010 ho personalmente scritto a tutti i CRAS che sui loro siti web consigliavano l'uso di pastoni, tuorlo d'uovo, carne, pathè per cani/gatti consigliando di documentarsi su alcuni siti web stranieri per diete appropriate e solo dopo queste mie iniziative in molte diete sono comparsi anche gli insetti, ma genere solo come integrazione al ricorso ai <soliti> cibi, con la motivazione della <economicità>. Si tratta infatti di un problema di costi, è vero. Le diete insettivore sono molto costose, sia che si allevino insetti-foraggio direttamente nel CRAS sia che li si comperi da fornitori e/o allevatori. Per avere un ordine di idee si può assumere che un rondone costi 1 € di insetti al giorno. 100 rondoni allevati per una media di 30 gg l'uno costano insomma 3000 €. Più la mano d'opera (5-6 imbeccate per pullo al giorno). Una dieta a pathé e macinato di carne costa meno di un decimo è vero ma quale è la differenza tra due diete così diverse nei costi e nei contenuti? Semplicemente i rondoni alimentati ANCHE con carne o altri prodotti non-insetto prima o poi subiranno mute drastiche e/o irregolari che gli impediranno di continuare a volare. Insomma un rondone alimentato ANCHE con carne o uovo o pathé è purtroppo un <rondone già morto>, anche se è cresciuto regolarmente di peso e <di corpo pulito>. Queste allarmanti ma utilissime conclusioni le dobbiamo soprattutto a Chritiane Hauptner, una veterinaria tedesca specializzata fin da studente in rondoni lungo-degenti, studiando gli effetti delle varie diete sulle mute. Dal 2008 si occupa di queste diete anche un gruppo di ricerca di Barcellona che  si è dedicato al medesimo argomento e vanta ben 2 riprese di soggetti allevati coi suoi metodi e rilasciati inanellati.
Per farla breve, se si vuole davvero fare il bene di un rondone affidato alle nostre cure è altamente consigliabile seguire i consigli divulgati (anche in italiano) dalla espertissima volontaria Hilde Mattes sulle pagine del sito di Ulrich Tigges 
​ ​http://www.commonswift.org/Hand_rearing_Swifts.html  (copia e incolla)
o anche quelli (trilingue) del ricercatore spagnolo Enric Fuste 
​http://www.falciotnegre.com/     (copia e incolla)
https://www.facebook.com/Falciot-Negre-Swift-Rehabilitation-1738855219673975/   (copia e incolla)
E' una prospettiva triste, ma se non si è in grado di assicurare un protocollo uguale a uno dei due suddetti, se non si hanno risorse economiche sufficienti per sostenerlo, allora è preferibile che siano i rondoni siano soppressi.


​UNA BUONA NOTIZIA: il CRAS di Trieste

In Italia c'è almeno un CRAS che segue un protocollo validato. E' quello della triestina Associazione Liberi di Volare
​​http://liberidivolare2012.com/il-centro-di-recupero/    (copia e incolla)
https://www.facebook.com/liberidivolare2012/ 
​che associa ad una dieta corretta, una assistenza veterinaria di prim'ordine (in contatto con la summenzionata università tedesca)  ed anche una sala-palestra per la riabilitazione al volo. Non posso né voglio sostenere che siano gli unici, anzi con vero piacere darò informazione di altri CRAS altrettanto corretti, se potrò disporre delle opportune evidenze. Infatti da un rapido ripasso sui sitio che già conosco continuo a leggere di cose assolutamente sbagliate. Mi spiace, meglio l'eutanasia che una dieta sbagliata mantenuta perchè <economicamente sostenibile> ... 

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